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(IT) Il custode del bosco

Il custode del bosco

Ero nel tuo bosco albero foglia ramoscello delicato
spaventata dal vento mi nascondevo nelle tue orecchie
con la dura corteccia impedivo ogni accesso
lasciando la distanza fra gli alberi
grazie a me ti ci potevi muovere senza impedimenti

Ero in quel bosco una goccia di sole una goccia d’acqua
con lei urtavo il mondo perché continuasse a girare
affinché tu sapessi com’è da vicino l’alba e la pioggia
e lo raccontassi al tuo sguardo
ero animali dalla penombra impauriti
un nido pieno di becchi pigolanti e di ali
che bisogna sfamare o insegnargli a volare
una lumaca nascosta nel guscio da te intimidita
cambiavo le nubi ascoltando come avresti chiamato quei cambi
e qualsiasi cosa guardavi era me che vedevi
ti attraversavo le gambe con la sabbiosa fenditura della terra
e portavo a scoperte soltanto a te note
e qualsiasi strada tu camminassi io ero lei
la scorciatoia e quella accidentata
ero l’ago di pino piantato nel tuo piede

Finché mi smarrii nella movimentata gerarchia del formicaio
mi trovasti nelle pietre che alzavi
e che ripulendo da polvere e fango portasti a casa
mi introducevo col succo delle fragole di bosco morsa dai tuoi denti
in tutto quello che facevi io c’ero
col sorriso che elargivi agli altri
avevo cura di me

traduzione Dario Prola